Dipendenza da Internet e Videogiochi: il Tribunale per i Minorenni di Milano adotta misure analoghe a quelle previste per la tossicodipendenza
Una recente decisione del Tribunale per i Minorenni di Milano del 22 aprile 2025 segna un passo importante nella giurisprudenza italiana, equiparando – per gravità e conseguenze – la dipendenza da internet e videogiochi a quella da sostanze stupefacenti. Nel caso esaminato, il giudice ha disposto il collocamento in comunità e il ricovero coattivo di un minore, a seguito di comportamenti violenti indotti dall’uso patologico della rete.
Dipendenza digitale: un fenomeno crescente tra i minori
La dipendenza da videogiochi e da internet è ormai al centro dell’attenzione di famiglie, educatori e tribunali. L’accesso illimitato alla rete, unito alla fragilità adolescenziale, può portare a forme di isolamento, rifiuto della scuola, aggressività e vere e proprie crisi comportamentali. Quando la situazione degenera, sono spesso gli stessi genitori a rivolgersi ai servizi sociali, e nei casi più estremi a denunciare i figli per condotte violente o autolesioniste.
Provvedimenti giudiziari sempre più incisivi
Il Giudice di Pace, inizialmente, ha respinto la richiesta affermando che non fosse stata provata l’effettiva entità del ritardo. Tuttavia, in appello, il Tribunale ha accolto il ricorso della famiglia, stabilendo che il contratto di trasporto era documentato e che lo stesso vettore aveva ammesso il ritardo. La compagnia, inoltre, non ha dimostrato l’esistenza di circostanze eccezionali tali da giustificare l’evento.
Cosa sono le “circostanze eccezionali”?
Il provvedimento del Tribunale dei Minorenni di Milano si inserisce in una tendenza giurisprudenziale sempre più attenta alle nuove forme di dipendenza giovanile. L’intervento giudiziario ha previsto:
- Collocamento in comunità educativa, con l’obiettivo di interrompere il contesto disfunzionale e favorire un percorso di recupero;
- Ricovero coattivo presso una struttura specializzata, in presenza di gravi squilibri psicologici legati all’abuso di strumenti digitali;
- Monitoraggio da parte dei servizi sociali, in sinergia con psicologi e assistenti familiari.
Misure analoghe a quelle previste nei casi di tossicodipendenza minorile, a conferma della gravità clinica e sociale della dipendenza digitale.
Il ruolo dello Studio Legale nei casi di disagio minorile
Lo Studio Legale Belardinelli si occupa da anni di diritto familiare, prestando assistenza legale nei procedimenti che coinvolgono minori e famiglie in situazioni di disagio. In casi come questi, è fondamentale agire con tempestività e competenza, tutelando sia il minore sia i genitori, spesso disorientati e sopraffatti da dinamiche difficili da gestire in autonomia.
La consulenza di un avvocato è cruciale per:
- comprendere i propri diritti e doveri in ambito minorile;
- orientarsi tra i provvedimenti del giudice e le azioni dei servizi sociali;
- intraprendere percorsi di tutela, recupero e mediazione familiare.
Conclusioni
L’emergere della dipendenza da internet come causa di disagi familiari e comportamentali impone una riflessione più ampia sul rapporto tra minori, tecnologie e responsabilità genitoriale.



